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la fascite plantare: importanza dell'approccio multidisciplinare

Oggi abbiamo avuto l'ulteriore conferma (come se ce ne fosse ancora bisogno) dell'importanza di lavorare con approccio multidisciplinare nella cura di patologie altrimenti difficili da risolvere in tempi rapidi.

Un nostro Paziente,  da noi già trattato per fascite plantare 4 mesi fa, è stato bene fino circa due settimane fa.

Per problematiche varie, dopo il trattamento,  NON ha eseguito né la valutazione per il confezionamento di un adeguato plantare né gli esercizi di stretching e di fisioterapia,  contrariamente a quanto da noi consigliato.

Inoltre, per problemi di tipo urologico (febbre urosettica),  circa 3 settimane fa  ha effettuato  due cicli di terapia con antibiotici della classe dei chinolonici (Ciprofloxacina e Levofloxacina) che possono essere dannosi nei confronti di tendini e fasce.

Dopo circa 5-6 giorni dall'inizio della terapia chinolonica è ricomparso il dolore.

Crediamo che il mancato completamento terapeutico con la fisioterapia, il non uso di una adeguata calzatura e plantare, assieme alla interferenza farmacologica, siano responsabili della recidiva, a testimonianza di come sia fondamentale un approccio "olistico",  multisciplinare.

Oggi abbiamo ritrattato la fascia con il protocollo che prevede, sotto guida ecografica,  anestesia locale, needling della fascia all'inserzione, infiltrazione intrafasciale con acido ialuronico a basso peso molecolare, infiltrazione con corticosteroide tra fascia e cuscinetto adiposo del tallone.

A fine seduta abbiamo ribadito l'importanza della fisioterapia e della correzione dell'appoggio. 

Stavolta, siamo certi, le indicazioni  saranno seguite alla lettera.